Trascorrere una vacanza nel Salento significa perdersi nella scelta degli itinerari enogastronomici.
Le sagre sono coinvolgenti per tutti i sensi. La sagra della pittula, qui a Santa Maria il giorno di Santa Lucia, la sagra "de lu mieru" (del vino) a Carpignano o quella del pesce a Porto Cesareo o, ancora, quella della purpetta a Montegrappa sono alcune delle feste più apprezzate.
Niente odori di MacDonald ma solo i veri sapori antichi.
Altre interessanti proposte
Mercatino del gusto
www.vivimaglie.it/territorio/manifestazioni/mercatinodelgusto.html
Sagra della municeddhra (lumaca)
www.zingarate.com/nonsolo/partyamo_zoom.php?id=57
Calici di stelle
www.movimentoturismovino.it/calici_puglia.html
Locali
Un must da provare: "Lu Zonzi" a Soleto in Via Umberto I, 36. Famosissimo per i suoi panzerotti (crocchette di patate). Per trovare la trattoria, che in realtà si chiama la "Casereccia", basta chiedere di Zonzi e tutti sapranno indicarvelo.
E se vi fosse rimasta un po' di fame, fate un salto a "La Puccia", in piazza Mazzini a Lecce. Avete presente il bancone di una gelateria? Bene, in questo caso il cono sarà la nostra puccia e potrete farcirla con tutto ciò che vi pare: formaggi, affettati, peperoni, pomodori secchi, insalata, funghi, ecc.
Non siate timidi, più ingredienti sceglierete e più la puccia sarà buona!
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Cucina
I primi:
Ricchie e minchiareddhri
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Le famosissime orecchiette che si mangiano insieme ai maccheroni. Volete cimentarvi nella creazione di queste opere gastronomiche? Armatevi di infinita pazienza.
Ingredienti:
500g di Farina di grano duro
Acqua e Sale quanto basta
Preparazione
Versare la farina a mo' di fontana sulla spianatoia, fare una conca e versare l'acqua a temperatura ambiente (chiamata acqua di sole) nella quale è stato aggiunto un pizzico di sale.
Lavorare con le mani fino ad ottenere un impasto liscio e compatto.
Orecchiette:
Staccare un po' di pasta, arrotolarla sulla spianatoia per ottenere un cilindro di circa 1,5 cm circa.
Tagliare il cilindro in pezzettini lunghi 2 cm o meno (a seconda di quanto grandi preferiate le orecchiette), trascinarli sulla spianatoia con un coltello dalla punta arrotondata.
La giusta pressione li farà accartocciare come uno gnocchetto sardo, quindi rivoltarli con le dita.
Ed ecco l'orecchietta che dovrà asciugare per almeno un giorno.
MaccheroniI:
Prima di descrivere la preparazione occorre precisare che in questo caso si avrà la necessità di utilizzare un utensile.
Si tratta del "macaturu", ossia un ferro somigliante ad uno spesso spaghetto alla chitarra e fatto di metallo.
Si possono acquistare da alcune zingare durante il mercato settimanale.
Il fatto che li vendano le zingare purtroppo non gli attribuiscono poteri magici e vi toccherà lavorare comunque al fine di ottenere quest'ottima pietanza.
Tornando alla preparazione: staccare un po' di pasta, arrotolarla per ottenere un cilindro di circa mezzo centimetro di diametro o poco più.
Tagliare il cilindro in pezzettini di 5 cm.
Ora, premendo il "ferro", con la mano sul pezzettino di pasta e facendolo rotolare in maniera molto veloce sulla spianatoia, si otterrà un "minchiareddhru".
Estrarre il maccherone in modo deciso ma delicato dal ferro e continuare coì.
I minchieddrhi andranno lasciati asciugare.
Come detto, i due tipi di pasta vanno cotti e mangiati insieme, con abbondante sugo insaporito da ricotta forte (formaggio morbido, molto salato e piccante).
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I secondi:
Pesce
Carne di cavallo alla pignata
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Cuocere la carne (2kg di muscolo di cavallo), precedentemente tagliata a pezzi, in una "pignata" con pepe intero, alloro, rosmarino, salvia, prezzemolo, salsa di pomodoro (500g), acqua (500g) e olio.
Regolare di sale e di peperoncino.
La cottura dovrà avvenire facendo bollire dolcemente la carne per circa 2 ore, lasciando la "pignata" all'interno del camino a lato del fuoco.
Quando la carne sarà morbida e il sugo di cottura si sarà ristretto, il piatto è pronto.
Purpette
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Strofinare con uno spicchio d'aglio il fondo di una terrina.
Aggiungervi 500g di carne di cavallo macinata, 100g di pane e 70g di pecorino grattugiati, 2 uova, un mazzetto di prezzemolo tritato e il pepe nero macinato al momento.
Impastare il tutto affinchè ne risulti un composto omogeneo.
Ricavarne delle polpette che dovranno essere fritte in abbondante olio bollente.
Si possono servire fritte o cotte per dieci minuti in salsa di pomodoro.
Turcinieddhri
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Involtini d'interiora d'agnello cotti alla brace. Non lasciatevi impressionare dalle parole, i turcinieddhri sono il paradiso in terra.
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Le stuzzicherie:
Puccia, mpilla e friseddhre
Puccia:
Il mitico pane con le olive
Impastare 250g di farina di grano tenero con 8g di lievito, 180g di acqua e 5g di sale.
Alla fine, aggiungere 15g d'olio e per ultime 50g di olive nere.
Lasciar riposare per un'ora circa.
Formare dei panini di forma allungata, di circa 250-300grammi.
Lasciare lievitare per circa 2 ore e successivamente cuocere in forno a 230 gradi per 20 minuti.
Mpilla:
La mpilla è un tipico pane, simile alla puccia, condito con peperoni, melanzane, zucchine e pomodoro.
Friseddhre:
Ossia le frise, prelibato pane biscottato da mangiare cu li pummitori (pomodori), sale e olio.
Per chi non le conoscesse, bagnatele un po' nell'acqua prima di condirle e mangiarle... altrimenti potreste rimetterci un dente.
Taralli
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Ce n'è ormai l'imbarazzo della scelta. All'olio, al rosmarino, al peperoncino.
Consiglio di provare quelli zuccherati al vino rosso.
Pittule
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Preparatevi a sporcarvi le mani:
in una coppa impastare 1kg di farina di tipo 0 con un cubetto di lievito di birra e un pizzico di sale sciolto in acqua tiepida.
Ottenuta una pasta molto morbida, la si lascerà lievitare per almeno due ora in luogo tiepido, coprendo la coppa con un canovaccio.
Al momento di friggere in olio bollente, si prende la pasta con la mano sinistra, si stringe il pugno e si fa uscire dalla parte del pollice una pallina di pasta che viene presa dalla mano destra, in precedenza bagnata, e si butta nell'olio.
Le pittule sono cotte quando assumono un colore dorato... e vanno mangiate calde.
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I dolci:
Pasticciotto
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Fragrante dolce di pasta frolla ripieno di crema pasticcera.
Non c'è bisogno della ricetta... i migliori sono quelli al bar.
Zeppole di San Giuseppe
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In una casseruola versare 600g d'acqua con una noce di burro ed un pizzico di sale.
Aggiungere 70g di zucchero a velo e, a fiamma moderata, far raggiungere l'ebollizione mescolando delicatamente.
Appena si ha l'ebollizione, togliere la casseruola dal fuoco e unirvi 500g di farina con un getto unico.
Mescolare con un cucchiaio di legno. Rimette la casseruola sul fuoco fino a quando l'impasto diverrà uniforme.
Togliere dal fuoco e travasare l'impasto in una terrina in modo da raffreddarlo.
Unire 7 uova, una alla volta finchè ognuno sia stato ben assorbito.
Versare l'impasto in una sacca da pasticciere con beccuccio frastagliato del diametro di 25 mm e su del marmo unto leggermente di olio, formare le zeppole.
Con un diametro di 10 cm vanno riempite anche al centro.
Prendere due pentole per frittura e versarvi abbondante olio di semi. In una pentola dovrà essere caldo mentre nell'altra dovrà essere bollente.
Immergere le zeppole prima nell'olio caldo facendole friggere per un paio di minuti, quindi immergerle nella pentola con olio bollente facendole friggere ancora, finché assumeranno un colore ambrato.
Togliere dall'olio la zeppola e asciugarla su carta assorbente.
Al centro di ogni zeppola, con una sacca da pasticciere, riempire con crema pasticciera e sopra di essa versare un po' di crema al cioccolato.
Crepes
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Provate a prendere una crepe da uno dei tanti chioschetti.
Noterete che sono diverse dal resto d'Italia... sono più croccanti e si possono reggere con una sola mano. Slurp!
Buon appetito


